PERCORSO RELAZIONALE DI ORIENTAMENTO

STORIA DELL’ATTIVITA’
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L’attività, intitolata "L’orientamento visto dai ragazzi" e finanziata dall’IRECOOP, viene proposta nell’a.s. 1997/98 dal Distretto di Sacile a due classi prime della scuola Media di Prata e ad una della Scuola Media "I. Nievo" di Sacile. | |
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Nel 1999/2000 viene estesa a due classi seconde della Scuola media di Brugnera. | |
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Nel 2001/2002, con il titolo "Laboratorio relazionale", viene inserita come percorso specifico nell’attività di Orientamento per le stesse classi e coinvolge una nuova classe prima. Viene richiesto contributo da parte della Scuola. | |
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Nel 2002/2003 continua con la presenza di operatori della IRECOOP nelle due classi terze di Prata e nella seconda di Brugnera e senza operatori in due classi prime della Scuola Media di Brugnera, utilizzando le competenze acquisite dai Consigli di Classe nelle precedenti esperienze e attività di formazione. |
CARATTERISTICHE DELL’ATTIVITA’
| L’attività con i ragazzi è stata preceduta da un corso di formazione, destinato ai docenti dei Consigli di classe coinvolti e caratterizzato da una parte teorica ed una pratica. Lo scopo era quello di "far crescere" i Consigli, perché potessero partecipare attivamente al laboratorio gestito dalla psicologa oppure gestire in proprio il laboratorio stesso. | |
| Competenza e compresenza, infatti, sono elementi ritenuti fondamentali per la buona riuscita dell’attività, che dovrebbe coinvolgere l’intero Consiglio di Classe, prevedendo però nel coordinatore un importante punto di riferimento. |
| Il percorso tiene conto di una delle indicazioni centrali della psicologia e delle scienze cognitive più aggiornate: i ragazzi imparano quando hanno l’opportunità di essere protagonisti dell’apprendimento stesso, cosa che avviene quando si mettono interamente in gioco (a livello cognitivo, affettivo, motorio) e quando sviluppano capacità di metacognizione. | |
| Corrisponde anche ad un’idea nuova di orientamento che consiste nella creazione (anche simulata) di situazioni che favoriscano il pieno coinvolgimento dei ragazzi, la riflessione sul proprio modo di interagire con il contesto, e la capacità di affrontare situazioni nuove assumendo strategie sempre più efficaci. | |
| Il percorso proposto è incentrato sull’autoscoperta, sulla conoscenza di sé a partire dalla percezione per arrivare alla consapevolezza cognitiva del proprio agire. | |
| L’attività viene proposta come percorso modulare, costituito da un insieme di laboratori ben definiti e distinguibili tra di loro, perché possano essere adattati a situazioni, classi, necessità diverse, senza perdere i caratteri distintivi. |
STRUTTURA DEL PERCORSO MODULARE REALIZZATO
| La percezione di sé | |
| Da sé agli altri | |
| Dalle emozioni alle azioni | |
| La conoscenza di sé e la scelta |
Altri possibili percorsi di orientamento da affiancare
| Interessi, strategie di studio, attitudini | |
| Come orientarsi nel reperire le informazioni |
PROGETTO
Finalità
| Sviluppare nei ragazzi la capacità di mettersi in relazione con se stessi e con gli altri su uno sfondo organizzativo di tipo cooperativo | |
| creare un contesto di vita fondato sul benessere personale e del gruppo | |
| sperimentare forme di scambio, di discussione per giungere a rafforzare la coesione del gruppo |
Obiettivi misurabili
| consolidare all’interno della classe modalità organizzative e di relazione fondate sulla cooperazione e sulla collaborazione | |
| indurre una migliore conoscenza di sé attraverso il riconoscimento e la valorizzazione del vissuto personale | |
| favorire capacità comunicative più personali |
Per la classe prima
| scoprire se stessi e gli altri attraverso giochi di percezione e di manipolazione |
Per le classi seconde e terze
| riconoscere le emozioni fondamentali attraverso al sperimentazione delle stesse | |
| immaginare e costruire l’azione in un contesto problematico simulato | |
| verbalizzare le esperienze |
Metodologie
Percorso in classe con i ragazzi in forma tutoriale, secondo un modello organizzativo per laboratori